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Inaugurazione strada di sant’ Arpino (Ce) dedicata a Re Carlo di Borbone

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L’intitolazione di una strada a Carlo III di Borbone qui oggi a Sant’Arpino costituisce un ulteriore momento di riappropriazione di un pezzo della nostra storia da troppo tempo caduto nel dimenticatoio. Per decenni a causa di una storiografia forse eccessivamente di parte era calato il silenzio su questo importante periodo precedente l’unificazione d’Italia. Oggi, senza alcuna pretesa revisionistica, intesa nel senso più deleterio del termine, vogliamo far sì che anche nella nostra comunità venga ricordato un Re che tanto ha dato al Meridione d’Italia. Appare giusto ed opportuno avere accanto a strade che portano i nomi dei “padri della patria” come Garibaldi, Cavour, Mazzini, anche altre intitolate a coloro, come Carlo di Borbone che furono “padri” di un Patria ancora più antica.

Il tutto non per creare anacronistici dualismi ma ricostruire il filo reciso della millenaria storia santarpinese ed atellana, che parte dall’epoca preromana, vive il suo massimo splendore agli albori dell’Impero augusteo, prosegue durante medioevo e rinascimento per arrivare ai giorni nostri.

Asceso al Trono di Napoli a soli 18 anni nel 1734 e l’anno successivo a quello di Sicilia, Carlo di Borbone  trovò una Napoli in decadenza, che sottraeva risorse al resto del Regno.

In questo contesto, l’azione del giovane Carlo di Borbone fu decisamente volta sia a generare lavoro e benessere, sia a favorire il ripopolamento delle campagne e degli hinterlands. Carlo ebbe coraggio e spirito innovativo, doti che gli resero ben presto un posto di spicco nel piatto mondo del ‘700. Impressionante fu l’opera di ricostruzione di interi quartieri obsoleti, di realizzazione di ospedali, chiese, giardini, di magnifici palazzi. Si pensi al Teatro di San Carlo, alla Reggia di Caserta, a quella di Capodimonte, dove nel 1743 nel grandioso parco nacque la celebre fabbrica di porcellane. Diede poi vita al Museo Borbonico e relativa galleria.

Il governo di Carlo fu di assolutismo illuminato, e contestualizzato all’epoca, è da considerarsi rivoluzionario, volto al progresso dello Stato inteso per la prima volta come collettività, e tale fu percepito dai sudditi, che uscivano da lunghi secoli di dominazioni vicereali.

Due gli interventi che sotto diversi aspetti servono forse a descrivere meglio la portata delle personalità di Carlo III. Il primo riguarda l’avvio dei lavori di scavo a Pompei ed Ercolano, con il loro formidabile patrimonio archeologico, mentre il secondo è la realizzazione dell’Albergo dei Poveri, per ospitare i cittadini economicamente non autosufficienti.

Una costituisce l’amore per la storia e la cultura, l’altro un esempio di intervento sociale in favore delle classi meno abbienti davvero rivoluzionario per l’epoca.

Nel 1759 lasciò Napoli per succedere al fratellastro Ferdinando VI sul Trono di Spagna.

IL SINDACO F.F.

ALDO ZULLO

L’ASSESSORE ALLA CULTURA

SALVATORE BRASIELLO

 

 

Ore 10,00 presso il Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE) manifestazione per l’intitolazione della strada

 

Ringraziamenti per i promotori:

  • Autorità comunali (sindaco, assessore alla cultura…)
  • Pompeo De Chiara dell’Associazione Culturale Borbonica di “Terra di Lavoro”
  • Dirigenti scolastici prof.ssa DEBORA BELARDO dell’ istituto scolastico ROCCO-CINQUEGRANA di Sant’Arpino e prof.ssa BARONE ROSARIA del Liceo “A. Siani” di Aversa

Ringraziamenti per i collaboratori:

  • prof Raheli Ezio, coordinatore indirizzo musicale
  • Palmiero Pasquale maestro musicale
  • ssa Cinquegrana Fabrizia, direttrice coro
  • il coro e l’orchestra dell’Istituto scolastico superiore di primo grado “V.Rocco”
  • Conte Gennaro, coordinatore letture storiche

 

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